Nuovo depuratore a Falcade

Un investimento per 4 milioni di euro

Belluno, 7 aprile 2017 – Bim Gsp ha ripreso in questi giorni i lavori per la costruzione del nuovo impianto di depurazione che servirà a trattare i reflui provenienti dall’abitato di Falcade, dall’area artigianale I Pez e dalla frazione di Caviola. L’opera, che ammonta complessivamente a 4 milioni di euro, verrà realizzata a valle dell’area cimiteriale di Caviola in corrispondenza del ponte che attraversa l’alveo del torrente Biois. L’impianto, a fanghi attivi, sarà dimensionato per 9700 abitanti equivalenti, taglia indispensabile per garantire la necessaria efficienza e resa depurativa anche nei periodi di alta presenza turistica. Vi sarà una doppia linea di trattamento delle acque, una funzionante in bassa stagione ed una da attivare in aggiunta nei periodi di elevata presenza turistica. Verranno, inoltre, posati due nuovi tratti di rete fognaria per il collettamento dei reflui provenienti rispettivamente dall’abitato di Falcade con l’area artigianale e da Caviola. Le condotte – circa 2 km in totale di linea – consentiranno di raccogliere i reflui provenienti dalle attuali vasche imhoff, dismesse in futuro, e di convogliarli al depuratore per il trattamento finale.

L’esecuzione dei lavori, affidati alle ditte Edilcostruzioni di Sedico e Fontana di Belluno, procederà con due cantieri attivi in contemporanea: uno costruirà il manufatto vero e proprio, l’altro sarà dedicato alla posa del tratto di rete fognaria. Una soluzione, questa, funzionale a contenere i tempi di ultimazione, prevista per la primavera 2018.

Il depuratore sarà interamente coperto e chiuso con idoneo fabbricato, all’interno della quale vi sarà un comparto per il pretrattamento dei reflui (grigliatura, dissabbiatura e disoleatura), due linee per il trattamento biologico (nitrificazione e denitrificazione ed ossidazione) adatte ai diversi picchi stagionali, due vasche per la sedimentazione finale con ricircolo del fango, un comparto per i trattamenti terziari (filtrazione finale e debaterizzazione con lampade UV dei reflui depurati prima della restituzione in natura). L’impianto, infine, sarà dotato di idonee strumentazioni per il telecontrollo a distanza della funzionalità. All’esterno, inoltre, saranno realizzate delle scogliere in massi ciclopici per protezione da eventuali piene o azioni erosive del torrente Biois. L’accesso all’impianto sarà garantito da una strada indipendente: non vi saranno interferenze, quindi, con l’attuale ciclopedonale utilizzata per diverse attività - sci da fondo, escursioni, gite in bici – durante l’anno.

«Si tratta di un’opera importante per il nostro territorio e non mancheremo di illustrarne i dettagli tecnici alla popolazione in un prossimo incontro» commenta il sindaco Michele Costa «Attendavamo da tempo l’avvio ed ora siamo soddisfatti che sia divenuta realtà concreta. I benefici saranno in primis per il territorio, ad alta vocazione turistica, ma anche per l’intera valle del Biois: grazie al depuratore potranno essere definitivamente eliminate le attuali vasche imhoff, migliorato il processo di trattamento dei reflui in ingresso, aumentata la qualità dell’acqua restituita all’ambiente».

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«Con questo investimento di 4 milioni di euro, finanziato per metà dalla Regione Veneto e per la restante parte con gli introiti delle bollette – spiega Giuseppe Vignato Amministratore Unico di Bim Gsp - centralizzeremo e miglioreremo i processi depurativi locali a beneficio dell’ambiente e del territorio. E’ uno tra i più importanti interventi previsti nel Piano degli Investimenti 2017/2019, dove abbiamo opere da realizzare in tutto il territorio provinciale per 24 milioni di euro. Tra queste vi è anche la costruzione del nuovo acquedotto della Valle del Biois, a servizio dei comuni di Cencenighe, Vallada e Canale. A queste grandi opere – conclude Vignato - si affiancano anche le attività di manutenzione ordinaria, indispensabili per garantire l’efficientamento continuo e il miglioramento delle infrastrutture esistenti. Guardando al 2016, parliamo di circa 5 milioni di euro e di oltre 21 mila interventi eseguiti, 5 mila in Agordino».

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